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Russell Ord
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Russell Ord
Vista esclusiva sull'Oceano

Russell Ord è un fotografo di surf famoso in tutto il mondo, che ha realizzato oltre 25 copertine di riviste e vinto numerosi premi, grazie alle sue immagini di esclusive e spettacolari riprese dell'Oceano.

Russell si è innamorato degli sport d'acqua all'età di 10 anni e ha praticato il surf per 30 anni. L'aver raggiunto tale livello di comfort nell'ambiente acquatico, è stato uno degli elementi fondamentali del suo successo, sin dai primi scatti fotografici.

“Come fotografo, sono abituato a nuotare attraverso enormi onde. A volte può essere molto freddo, tempestoso, anche gelido, con forti correnti e squali bianchi.”

Il campo di gioco

“Moltissimi fotografi mi spiegano di voler diventare fotografi di surf, ma poi continuano dicendomi di non essere mai stati in acqua. Ciò che posso dire è, che ‘potrebbe diventare un cammino molto lento se non si ha ottima conoscenza dell'Oceano.’ Si può fotografare al di fuori dell'acqua, come fanno in molti, ma la fotografia di surf è una delle poche tipologie di fotografia, che permette di posizionarsi direttamente sul campo di gioco -- è come fotografare una partita di calcio seduti in mezzo alla folla. La spiaggia è la linea esterna.

Russell è giunto nel mondo della fotografia, dopo un grave incidente sulla tavola da surf, che lo ha portato ad abbandonare per un po' la sua tavola. Ha iniziato fotografando con alcuni amici e, come spiega lui stesso, ho appreso le nozioni per la fotografia a pellicola in un “modo difficile,” tramite prove ed errori, per passare infine al digitale dieci anni fa.

Il passaggio al medio formato

“Il mio scopo è portare la qualità nel mondo fotografico del surf, realizzando cartelloni pubblicitari e pubblicità affisse sulle vetrine dei negozi di altissima qualità. Spesso vedo immagini, che mi portano a pensare che le persone siano diventate immuni alla qualità. Guardo alcuni scatti e penso, ‘Ma vuoi scherzare? La qualità è terribile.’ Quindi sto cercando di educare le persone a scoprire la qualità, producendo immagini, mostrando loro le differenze -- soprattutto quando si tratta di immagini che andranno in stampa. Migliore risoluzione e incredibili dettagli. Mi piace guardare le immagini da vicino; è un po' come per le opere d'arte. Ciò che voglio è avvicinarmi alle immagini e vederci le minime ondulature dell'acqua, quindi deve essere tutto nitidissimo e perfetto. Questo è il motivo per cui io abbia deciso di passare al medio formato.”

“In qualche verso, definirei il modo di fotografare queste onde, allo stesso modo in cui definirei l'aver catturato l'onda perfetta con la mia tavola da surf. Si tratta dello stesso feeling.”

“L'acquisto del mio primo medio formato, il sistema Phase One IQ160, è stato un grande investimento. Ho rischiato perché desideravo realizzare delle immagini il più realistiche possibile e con una 35mm, ad una certa grandezza, perdi molti dettagli. Gli sviluppatori di Aquatech mi avevano informato, che stavano producendo una custodia impermeabile su misura per la fotocamera Phase One, quindi decisi di vendere molti prodotti della mia attrezzatura per permettermi di acquistare il dorso IQ160, che sarebbe stato il dorso perfetto per ottenere i risultati che cercavo. Questo dorso mi ha anche fatto rivivere in qualche modo gli anni in cui utilizzavo la pellicola, perché ti fa focalizzare su uno scatto grandioso e non su molti scatti medi. Non fotografi tutto ciò che ti passa davanti. Mi ha permesso di emozionarmi nuovamente con la fotografia.

Se alcuni fotografi utilizzano la loro attrezzatura in ambienti altamente controllati, Russell indossa le sue pinne e si immerge nell'Oceano. “Nel complesso lavoro a malapena in studio,” afferma Russell. Se non sta fotografando dei surfisti, allora lo si può trovare davanti ad un'enorme onda in azione. Trascorre molto tempo nel trovare la location perfetta, “L'altro giorno ho guidato per 7 o 8 ore solo per fotografare delle onde.”

E le stampe che sta realizzando al momento Russell sono enormi -- il limite è solo dato dalla larghezza di stampa di 150 cm circa. Si tratta di meravigliose immagini a dimensioni di parete, create per mostre e collezionisti di opere dàrte. E tutti gli scatti sono stati acquisiti all'interno dell'acqua.

“In qualche verso, definirei il modo di fotografare queste onde, allo stesso modo in cui definirei l'aver catturato l'onda perfetta con la mia tavola da surf. Si tratta praticamente dello stesso feeling, se non migliore. La maggior parte del tempo lo trascorro fotografando in posizione semi-galleggiante, ad eccezione per gli scatti che realizzo fra le cascate -- che descriverei come trovarsi nel bel mezzo del ciclo più forte di una lavatrice. In questi casi il surfista viene decisamente spazzato via ed il peso diviene un problema, quindi bisogna stare attenti a non perdere la fotocamera.

“Anni fa, quando passai per la prima volta dalla pellicola al digitale, mi era stato consigliato di utilizzare Capture One. Solo oggi mi pento di non averlo fatto sin da subito. ”

“Come fotografo, sono abituato a nuotare attraverso enormi onde. A volte può essere molto freddo, tempestoso, anche gelido, con forti correnti e squali bianchi. Mi è capitato di essere stato circondato da piccoli squali bianchi e una volta addirittura, un grande squalo bianco ha urtato contro il mio jet ski, ma di solito gli squali non si preoccupano di noi.

“Utilizzo Phase One da meno di un anno e sono molto soddisfatto del supporto ottenuto da Team Digital. Trevor Donetta è stato grandioso. Sono stato in grado di ritirare il sistema, montarlo e iniziare a fotografare, subito. Si tratta di una fotocamera poco complicata da utilizzare, ci sono anche meno pulsanti rispetto ad una DSLR. Raramente utilizzo il touch screen, dato che è difficile utilizzarlo in acqua a causa della custodia. Fotografo tutto manualmente, basta sapere cosa stai facendo. Ho personalizzato alcune impostazioni per quando utilizzo il dorso con la custodia Aquatech. E Phase One mi fornisce comunque sempre tutto il supporto di cui necessito.

“Anni fa, quando passai per la prima volta dalla pellicola al digitale, mi era stato consigliato di utilizzare Capture One. Solo oggi mi pento di non averlo fatto sin da subito. Se ci ripenso, mi rendo conto di non aver in realtà avuto il tempo per imparare ad utilizzarlo in modo corretto. Ma poi sono stato ‘costretto ad imparare ad utilizzarlo’ dopo aver acquistato il sistema Phase One IQ160. Ora però mi rendo conto di quanto sia eccezionale Capture One Pro 7 -- soprattutto la funzione Cataloghi e la possibilità di elaborare i file acquisiti con altre DSLR come la mia Nikon.

“Utilizzo ancora la 35mm per matrimoni, ma per gli scatti on location utilizzo il dorso IQ160, per prendermi tutto il tempo necessario. Se avessi due fotocamere, utilizzerei solo quelle, perché adoro la qualità che forniscono. Ma per ora mi accontento di ottenere un'ottima qualità anche elaborando i file della mia 35mm con Capture One Pro. Supporta in modo ottimale sia i sistemi medio formato, che 35mm.

“Trovo che la renderizzazione dei toni pelle sia molto buona e adoro le regolazioni locali, che mi permettono di modificare solo alcune parti del file raw di immagine, quindi se ad esempio il cielo risulta spento, posso modificarne l'esposizione, colorarlo un po' ed è fatta. Non sono uno di quelli che armeggia molto con l'attrezzatura. Gli scatti mi piacciono quasi subito, basta modificarli lievemente. Una volta imparato il flusso di lavoro di Capture One Pro 7, tutto risulta molto semplice.

“Utilizzo anche la conversione del bianco e nero. In passato, quando lavoravo con altri software, avrei dovuto creare moltissime preimpostazioni differenti. Oggi mi basta applicare una piccola regolazione ed è fatta. La mia è una combinazione di immagini -- di solito al 75 percento a colori e al 25 in bianco e nero. E utilizzo anche le impostazioni dell'alta gamma dinamica -- soprattutto per le immagini di surf, perché, se stai fotografando dei colori blu molto scuri e in contrasto hai il classico bianco molto acceso, necessiti trovare un certo bilanciamento.

Che consiglio daresti agli aspiranti fotografi?

“Questa domanda mi viene posta tutti i giorni, ovvero, perché la fotografia di surf sia così popolare. Io rispondo, inizia ad utilizzare al meglio Capture One Pro 7, padroneggialo. Oltre alla grandiosa qualità di renderizzazione delle immagini pronte all'uso, è ottimo per la catalogazione, per rinominare le immagini ed è utilissima la funzione di ricerca. Alcuni ragazzi, quando iniziano a fotografare, non rinominano le loro immagini e qualche anno dopo non le ritrovano.

“L'altra cosa che direi è, “non ascoltare nessuno che ti dica che non ce la farai. Segui la tua strada e la tua passione; poni le tue domande; alcune persone ti offriranno consigli, altre ti diranno, ‘lascia stare’ perché ti vedranno come un concorrente. Tu continua.”

Di base a Margaret River, in Australia Occidentale, Russell Ord vive con la moglie Catherine ed i suoi tre bambini Kalani, Tavian e Ayla. La sua esperienza fotografica si è sviluppata intorno all'Oceano. A causa di un incidente personale sulla tavola da surf, una fotocamera ha trasformato una nuova passione in una carriera professionale.

Guarda le altre immagini su russellord.com
Russell acquisisce le sue immagini con il dorso IQ160 e le elabora utilizzando Capture One Pro 7

© Russell Ord
© Russell Ord
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