Sistemi fotocamera reprografici
In azione

Sono sempre presenti degli elementi che la fotocamera cattura, ma che l'occhio non vede. Mentre fotografo degli oggetti, digitalizzati per la conservazione, mi capita di scoprire dettagli non visibili ad occhio nudo e che non credevo ci fossero.

Graham Haber, The Morgan Library, New York City

Fotografare il patrimonio culturale

Seguici all'interno della Morgan Library di New York, per vivere un viaggio nella fotografia del patrimonio culturale.

Soluzioni Reprografiche

Fotografia al Patrimonio Culturale

La necessità di digitalizzare sta crescendo rapidamente, con maggiore attenzione rivolta all'informazione pubblica, preservandola per il futuro. Molti musei e biblioteche in possesso di importanti collezioni si impegnano sempre di più nel digitalizzare quest'ultime, dal momento che sono in continuo aumento le possibilità per tutti di accederci tramite internet.

La storia della Fotografia al Patrimonio Culturale nasce insieme alla Fotografia stessa. Per le collezioni storiche di musei e biblioteche, già in passato le istituzioni possedevano dei laboratori fotografici nei quali si fotografavano i materiali rari o si creavano delle copie cartacee per ricercatori e studenti, proteggendo in questo modo gli originali dal logoramento o dai vari danni che avrebbero potuto subire.

Il passaggio dallo sviluppo di pellicole analogiche all'utilizzo di dispositivi digitali ha permesso negli anni di creare una gamma di applicazioni completamente innovative e di condividere il materiale con un pubblico molto più ampio rispetto al passato, aumentando allo stesso tempo la qualità di riproduzione.

Conservare e preservare il materiale del passato per il futuro significa spesso lotta contro il tempo, dato che molti materiali offrono un limite di tempo molto ristretto prima di presentare delle mancanze nei dettagli e nelle informazioni. Quindi, sistemi di acquisizioni rapidi e precisi non solo risultano essere necessari, bensì spesso sono del tutto cruciali.

Noi offriamo soluzioni in grado di soddisfare una vasta gamma di necessità di digitalizzazione, fornendo installazioni complete dei nuovi sistemi o ottimizzando componenti di sistemi individuali di soluzioni esistenti. Tutti i nostri componenti sono modulari, permettendo in questo modo di aggiornare i sistemi di digitalizzazione esistenti, man mano che la tecnologia evolve in questo settore specifico.

GUIDA ALLE SOLUZIONI PER IL PATRIMONIO CULTURALE (In Inglese)
Soluzioni reprografiche

Capture One CH 8

Una Rapida Soluzione di Acquisizione Professionale offerta al settore del Patrimonio Culturale

Costruita sulla base del nostro software Capture One Pro 8, la nuova edizione del software per il Patrimonio Culturale è dotata di un set di funzionalità altamente specializzato, che fornisce un flusso di lavoro notevolmente più rapido, sia durante l'acquisizione che la postproduzione.

Utilizza il software Capture One per ottimizzare le tue immagini. Non solo puoi ottenere una qualità di immagine senza precedenti tramite l'avanzato motore di elaborazione di immagine, bensì hai accesso a potenti strumenti di regolazione con cui perfezionare le tue immagini per le presentazioni finali, per gestire le tue risorse digitali nei processi di archiviazione e ricerca e molto altro ancora.

L'Editor Colori Avanzato può aiutarti a ottenere immagini monocromatiche o a enfatizzare specifici colori. In modo da creare l'immagine perfetta, Capture One Pro offre un migliorato Editor Colori, oltre a uno strumento per il Bianco e Nero. Capture One Pro fornisce una notevolmente migliorata riduzione del rumore, soprattutto per le immagini a ISO elevati.

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Riproduzione Opere Piane

Le forme più comuni di collezioni appartenenti al Patrimonio Culturale includono documenti, manoscritti, fotografie, riviste, spartiti musicali, lettere, cartoline e altri oggetti piani in ogni dimensione e forma.

Queste collezioni hanno in comune la necessità di ottenere riproduzioni di elevata qualità, utilizzando sistemi con ottimi elementi ergonomici in grado allo stesso tempo di minimizzare ogni errore, evitando anche il minimo danno accidentale ai materiali originali.

I requisiti di illuminazione sono divisibili in due categorie:

1) Illuminazione uniforme sull'intera superficie, con requisiti specifici per quanto riguarda la precisione nella riproduzione dei colori. Questa precisione è spesso ottenibile fotografando i materiali utilizzando un color chart, in modo da permettere in futuro di ricreare l'oggetto utilizzando i corretti ed esatti colori.

2) Luce Direzionale per ottenere un ottimo aspetto tridimensionale e una trama precisa dell'oggetto. Questa tipologia di lavoro spesso lascia al fotografo una certa libertà artistica; dal momento che la scelta delle luci può aumentare la qualità di alcune caratteristiche dell'oggetto, diminuendone la qualità di altre, l'aspetto o lo stile di un'immagine è spesso diverso in base proprio a queste differenti scelte.

Gli operatori impegnati in queste specifiche attività dovrebbero essere dei fotografi specializzati nell'utilizzo della luce direzionale oppure curatori e fotografi abituati a lavorare con scenari di illuminazione uniforme.

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Riproduzione di Libri

Un ampio numero di istituzioni impegnate nella digitalizzazione del Patrimonio Culturale si occupano di riprodurre opere rilegate rare e delicate, come i libri.

La digitalizzazione di libri spesso richiede un'attenzione speciale alla rilegatura, dal momento che questa è spesso molto fragile, e determina il modo in cui si andrà a digitalizzare il libro per intero. Questo aspetto sarà spesso, in questi casi, un limite alla velocità di riproduzione di questi oggetti rari e fragili.

Un'illuminazione uniforme è la scelta tipica per quanto riguarda questa tipologia di riproduzione e, per le opere costituite da materiale non riflettente, non viene modificata per la completa durata di acquisizione. Nelle situazioni in cui si presenti un insieme di materiali riflettenti e non riflettenti, il fotografo potrebbe regolare l'illuminazione, utilizzando fonti di luce esterne.

Utilizzando generali sistemi di riproduzione, l'operatore deve continuamente controllare e regolare la messa a fuoco per tutto il processo reprografico, rallentando enormemente il flusso di lavoro. Adoperando invece un supporto in vetro con messa a fuoco fissa, si accelera ingentemente il processo di acquisizione, oltre al fatto di poter acquisire l'immagine di due pagine per volta, accelerando ancora di più la completa procedura di digitalizzazione.

Questa tipologia di lavoro deve essere eseguito da curatori o da fotografi specializzati.

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Pellicole Fotografiche

Molto comune in questa categoria è l'utilizzo di negativi su vetro storici, negativi medio e grande formato e negativi 24x36mm, ma queste soluzioni digitalizzano comunque ogni tipologia di pellicole trasparenti.

Necessario è utilizzare un'illuminazione uniforme e un'ottima riproduzione dei colori, in modo da poter recuperare tutte le informazioni sui colori durante la riproduzione, che spesso vede il passaggio da negativo a positivo.

Il processo di conversione risulta spesso relativo e aperto all'interpolazione, dal momento che il materiale di base dell'opera trasparente originale varia. Due bobine di pellicola possono comportarsi in modo differente, sia per quanto riguarda le caratteristiche fisiche del materiale di base originale, sia per il conseguente sviluppo chimico.

Le soluzioni a scansione tradizionale funzionano solo con opere di dimensioni fisse, ovvero 24x36mm, 6x6 o 6x9, ciò, limitando di molto la versatilità dell'attrezzatura. Le soluzioni basate sul medio formato digitalizzano opere di tutte le dimensioni, ad eccezione esclusiva dei light box, che potrebbero essere di dimensioni molto grandi. Se necessario, comunque, un'immagine di grandi dimensione si può realizzare unendo insieme più acquisizioni di elevata qualità, ottenendo in questo modo un'immagine enorme e di una qualità sorprendente.

Grazie a queste soluzioni vengono offerte velocità di acquisizione di grande vantaggio per quanto riguarda la digitalizzazione istantanea, accelerando il processo mediante un fattore di 200 a 300 e oltre.

Questa tipologia di lavoro deve essere eseguito da curatori o da fotografi specializzati.

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Oggetti e Opere di Grandi Dimensioni

Questa categoria di digitalizzazione del Patrimonio Culturale si occupa tipicamente di opere presenti al di fuori dello studio fotografico, nel caso in cui si tratti di opere troppo grandi o troppo delicate per affrontare un eventuale trasporto.

Per digitalizzare dipinti di grande dimensione è consigliabile utilizzare un'illuminazione uniforme, mentre per quanto riguarda oggetti tridimensionali è necessario un sistema di illuminazione più complesso in grado di illuminare le varie forme e le differenti angolazioni dell'opera. In genere viene utilizzato un insieme di luce naturale e soluzioni di illuminazione portatile.

I migliori risultati si ottengono sempre utilizzando soluzioni medio formato, basate o su fotocamere DSLR medio formato o su fotocamere tecniche dotate di movimenti decentrabili e basculabili.

I flussi di lavoro più veloci si ottengono utilizzando un sistema DSLR medio formato automatico come la Phase One 645DF+, unitamente ad un dorso digitale IQ.

Quando sono necessari movimenti di decentrabilità e basculaggio, la migliore qualità si può ottenere utilizzando una fotocamera tecnica, unitamente ad un dorso digitale IQ.

Di solito sono necessari dei fotografi qualificati per eseguire questa tipologia di attività, dato che sono essenziali ottime conoscenze di illuminazione naturale unita a quella artificiale.

Nella Guida non vi è un capitolo separato dedicato a questa tipologia di lavoro, dato che si tratta di un'attività eseguita utilizzando strumenti già in uso per altre tipologie di fotografia.

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